Proposte modifica sicurezza lavoro - le prossime novità che (forse) ci attendono - I prossimi passi

I prossimi passi

Quanto al veicolo normativo per l'attuazione, la commissione suggerisce la strada della delega al Governo (il Parlamento affida all'Esecutivo il potere temporaneo di emanare leggi su materie specifiche, scavalcando il normale iter parlamentare. Questa procedura serve ad alleggerire il lavoro delle Camere e a gestire tematiche tecniche e complesse). A ben vedere, infatti, lo strumento della legge delega restituisce al Parlamento uno spazio di indirizzo sui principi e criteri direttivi che l’articolato immediato, per sua natura tecnica, tende a comprimere; in una materia che incrocia interessi fondamentali — la sicurezza dei lavoratori, la libertà di iniziativa economica, la proporzionalità della risposta penale — questo spazio di dibattito democratico assume un valore centrale che va quanto più possibile valorizzato.

Senza dimenticare, infine, la necessità sistematica di coordinare la riforma della sicurezza sul lavoro con quella, già richiamata, del decreto legislativo n. 231 del 2001, realizzata dal Tavolo tecnico, che ha depositato la propria relazione conclusiva nel gennaio 2026, proponendo una revisione organica dei criteri di imputazione dell’illecito dell’ente, con la colpa di organizzazione elevata a elemento costitutivo e l’introduzione di istituti a vocazione premiale e riparativa.

Il raccordo tra le due proposte assume un valore preminente e significativo, dal momento che esse condividono la medesima filosofia di fondo: rafforzare la funzione preventiva del diritto penale dell’impresa attraverso la valorizzazione dei modelli organizzativi virtuosi, piuttosto che attraverso l’aggravio indiscriminato del carico sanzionatorio.