Interessante articolo che spiega come l'alternanza scuola lavoro sia ben lontana da avere trovato l'equilibrio.
L'incidente, già di per se particolarmente grave, è destinato a reincendiare le polemiche sull'utilizzo degli studenti come manodopera. Ieri, infatti, è emerso che il diciottenne era impegnato in un programma di alternanza scuola-lavoro, in cui i giovani delle scuole professionali vengono mandati a imparare il mestiere mentre completano il corso di studi.
L'alternanza scuola-lavoro negli ultimi mesi è già finita ripetutamente nel mirino degli studenti, che lamentano una serie infinita di lacune: dal fatto che spesso lavorano a lungo senza alcuna retribuzione (al massimo, e non sempre, un modestissimo rimborso spese), all'assenza, in molti casi, di una effettiva formazione professionale. Ora, si aggiunge la questione della sicurezza.
Immediata, infatti, è arrivata la protesta dell'Unione degli Studenti. "Ci chiediamo - dice Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Uds - come sia possibile continuare a promuovere l'eccellenza e l'innovazione di strumenti come l'alternanza scuola-lavoro quando gli stessi luoghi di lavoro sono perennemente a rischio e le tutele sulla sicurezza sono insufficienti. Nessuno deve più rischiare la vita".
"Siamo indignati - aggiunge Camilla Scarpa, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi Emilia-Romagna -: esprimiamo solidarietà alla famiglia del lavoratore deceduto in questo terribile incidente e affermiamo con forza che il lavoro e i percorsi di transizione scuola-lavoro non possono e non devono essere mai sinonimo di insicurezza e di pericolo. Quello che è successo ci dice che abbiamo raggiunto il limite, che un'alternanza priva di tutele non può essere sostenibile”.
La procura di Ravenna indagherà sulla vicenda ascoltando testimoni e acquisendo tutta la documentazione necessaria. Non si escludono accertamenti sulla scuola. Nel frattempo è emerso che lo studente era iscritto a una scuola provinciale professionale, pubblica ma non direttamente soggetta al ministero dell'Istruzione. Il giovane, secondo le prime verifiche, era coinvolto in un'attiva formativa tradizionalmente organizzata dalla scuola per alternare momenti di studio in aula e di attività pratica nelle aziende convenzionate