Aggiornamento Normativo – Introduzione della "Classe L" per gli incendi di batterie agli ioni di litio (ISO 3941:2026)

Importante novità tecnica e normativa che riguarda la sicurezza e la prevenzione incendi all'interno delle aziende. A gennaio 2026 è stata pubblicata la nuova edizione della norma internazionale ISO 3941:2026 ("Classification of fires"), che ha introdotto ufficialmente una nuova classe di fuoco: la Classe L.

Che cos'è la Classe L?

La Classe L è stata creata per classificare in modo specifico ed esclusivo gli incendi che coinvolgono celle e batterie agli ioni di litio (Li-ion), in assenza di litio metallico.

Fino alla precedente edizione, i fuochi generati da queste batterie venivano spesso assimilati in modo forzato ad altre categorie (come la Classe A per i fuochi di materiali solidi o la Classe D per i metalli). Tuttavia, la massiccia diffusione di questa tecnologia in ogni ambito lavorativo e la sua peculiare natura chimica hanno reso indispensabile una classificazione dedicata.

Dove sposso trovare le batterie al litio?

Per comprendere la reale esposizione al rischio, è utile mappare i dispositivi alimentati a ioni di litio. Spesso sono molto più diffusi di quanto si pensi e si trovano in diverse aree aziendali:

  • Logistica e magazzino: carrelli elevatori (muletti) elettrici, transpallet, veicoli a guida automatica (AGV), lettori barcode e terminali portatili per gli operatori.
  • Mobilità aziendale: auto elettriche o ibride plug-in della flotta aziendale, e-bike, monopattini elettrici (spesso in carica negli uffici o nelle rastrelliere dedicate per il tragitto casa-lavoro).
  • Uffici e reparto IT: computer portatili (laptop), smartphone, tablet, power bank personali dei dipendenti, oltre ai gruppi di continuità (UPS) a servizio delle postazioni o delle sale server.
  • Produzione e manutenzione: elettroutensili portatili (trapani, avvitatori, smerigliatrici senza filo), strumentazione di diagnostica e misura.
  • Infrastrutture ed energia: sistemi di accumulo di energia (BESS - Battery Energy Storage Systems), tipicamente installati in abbinamento a impianti fotovoltaici.

Perché una classe di fuoco dedicata?

A differenza degli incendi tradizionali basati sulla normale combustione, i fuochi di Classe L hanno una natura elettrochimica e presentano dinamiche critiche e molto insidiose:

  • Thermal Runaway (fuga termica): un processo di surriscaldamento incontrollabile e auto-alimentato all'interno della cella, che rilascia un'enorme quantità di energia in tempi rapidissimi.
  • Autosufficienza di ossigeno: le celle al litio degradate liberano autonomamente l'ossigeno necessario ad alimentare la combustione. Questo rende inefficace il classico approccio di spegnimento per "soffocamento" delle fiamme.
  • Rischio di riaccensione ritardata: anche dopo l'apparente estinzione delle fiamme esterne, il calore residuo e l'energia elettrica ancora "intrappolata" (stranded energy) possono causare fiammate improvvise e riaccensioni a distanza di ore o persino giorni.
  • Sviluppo di gas tossici e infiammabili: l'evento comporta il rapido rilascio di vapori altamente infiammabili ed esplosivi, oltre a gas tossici nocivi per le persone e per l'ambiente.

Cosa cambia a livello operativo?

Ad oggi non esiste uno standard per le prestazioni, i test e specifici estintori atti a contrastare incendi di batterie agli ioni di litio né cartelli segnaletici o simboli ISO 7010 che identifichino i predetti estintori. È importante precisare che, allo stato attuale, la ISO 3941 è una norma di classificazione terminologica. Tuttavia, l'introduzione di questa classe ha un impatto immediato sulle responsabilità di prevenzione e gestione del rischio:

  1. Aggiornamento del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): la presenza e l'uso di batterie al litio (specialmente nelle aree di ricarica o di stoccaggio) non possono più essere considerate un rischio generico, ma devono essere valutate e documentate come rischio elettrochimico specifico.
  2. Scelta dei Presidi Antincendio: l'uso di estintori a polvere generici o a CO2 si sta dimostrando inefficace per gestire e raffreddare le celle al fine di mitigare il rischio di riaccensione. Diventa fondamentale individuare presidi e agenti estinguenti (es. formulazioni a base acquosa additivata o vermiculite) specificamente testati per affrontare i fuochi delle batterie al litio.
  3. Procedure e Piani di Emergenza: i piani di evacuazione e gestione delle emergenze devono essere aggiornati tenendo conto della rapidità di innesco e della tossicità dei fumi associati alla Classe L.
  4. Formazione Addetti: la squadra di emergenza antincendio interna dovrà essere adeguatamente informata sui rischi e sulle corrette procedure di approccio (e di isolamento) a questa tipologia di incendio.

Per questo, è necessario eseguire una ricognizione periodica, utilizzando l'elenco sopra riportato, per individuare tutte le aree in cui avvengono lo stoccaggio e la ricarica di questi dispositivi, prestando particolare attenzione alle fasi di carica notturna o incustodita.